Vite di guarigione dolore
Se si parla di vite di guarigione dolore e fastidio sono sicuramente aspetti che possono preoccupare molto il paziente. Quando si decide per l’innesto di un impianto dentale, questo deve essere innestato nell’osso in modo chirurgico. Il processo di innesto dell’impianto è di solito piuttosto rapido, al dentista dovrebbero bastare anche solo 15 o 20 minuti per ottenere un risultato soddisfacente. La procedura di inserimento impianto dentale è comunque del tutto indolore in quanto viene eseguita con l’anestesia locale. Dopo che il dentista ha inserito la vite all’intero della mascella del paziente non è finita qui in quanto occorre aspettare dai 3 ai 6 mesi che avvenga il processo di osteointegrazione. In altre situazioni potrebbe rendersi necessario un innesto osseo, ad esempio quando il paziente non dispone del sufficiente volume osseo.
A cosa serve la vite di guarigione
Al termine del periodo di ristabilimento e osteointegrazione, il dentista procederà ad avvitare la cosiddetta vite di guarigione sull’impianto. Le vite di guarigioni servono in sostanza a promuovere la guarigione e condizionamento dei tessuti molli gengivali permettendo così l’inserimento di un moncone protesico definitivo. Chi pensa che la vite di guarigione fa male può stare tranquillo anche perché verrà rimossa dopo circa 7 giorni. Dopo questo periodo si prende l’impronta per la realizzazione del lavoro protesico e verrà poi pianificato nel dettaglio l’aspetto del dente definitivo. E’ bene inoltre ribadire che la sostituzione dentale definitiva potrà essere avvitata o cementata con la sovrastruttura dell’impianto. Se ci si chiede se può dare dolore una vite di guarigione la risposta è generalmente negativa in quanto la stragrande maggioranza dei pazienti si abitua molto velocemente. In caso di dolore dopo vite di guarigione il consiglio è quello di andare subito dal dentista per una visita di controllo così da monitorare che tutto stia procedendo nel modo giusto. La rottura di un impianto dentale comunque è qualcosa di molto raro anche se in alcune situazioni potrebbe verificarsi.
Di solito si consigliano gli impianti rispetto ai ponti dentali in quanto l’impianto rappresenta una radice artificiale integrata nell’osso e che diventa quindi parte integrante del nostro corpo. La masticazione con l’impianto è quindi decisamente più stabile rispetto a un ponte dentale. Non solo, con l’inserimento dell’impianto dentale non sarà nemmeno necessario limare i denti naturali. In caso di posizionamento della vite di guarigione dolore e fastidio dovrebbero essere moderati e cessare da soli nel giro di poco tempo. Per saperne di più su quali sono i motivi che possono portare al fallimento di un impianto dentale basterà continuare la lettura.
Quali sono le cause del fallimento di un impianto dentale
Abbiamo detto che purtroppo la perdita di un impianto è una eventualità di cui bisogna tener conto. Tra le possibili cause del fallimento di un impianto possiamo nominare il surriscaldamento dell’osso, la contaminazione della superficie dell’impianto con la saliva, una errata valutazione della tipologia di osso e del tipo di carico e il mancato rispetto delle condizioni di sterilità del campo operatorio. Quando invece si dovesse verificare una infezione batterica intorno all’impianto le cause potrebbero essere l’errata preparazione del cavo orale del paziente, l’errata profilassi antisettica e antibiotica pre e post-chirurgica e una errata igiene orale da parte del paziente. Soprattutto in caso di impianti a carico immediato i micromovimenti dell’impianto dopo l’inserimento potrebbero causarne la perdita. Ciò accade soprattutto quando la protesi mobile va a urta contro la vita di guarigione. Insomma, parlando di vite di guarigione dolore e fastidio dovrebbero essere sotto controllo e qualora così non fosse bisognerà subito parlarne con il dentista.
Vite di guarigione dolore
La vite di guarigione è anche detta pilastro di guarigione ed è in sostanza una "cappetta" che viene avvitata all’impianto per guidare la guarigione e determinare così l’adattamento dei tessuti gengivali limitrofi. Di solito la vite di guarigione viene posizionata dal dentista al termine di un intervento di implantologia e dovrà poi essere sostituita appena possibile dal dente definitivo. Dunque in caso di vite di guarigione dolore e fastidio rappresentano comunque qualcosa che è destinato ad andar via in un modo o nell’altro nel giro di poco tempo. La vite di guarigione viene utilizzata soprattutto per quelli che possiamo chiamare impianti a carico differito. In questo caso la terapia si svolge in due fasi distinte di cui la prima consiste nell’inserimento nell’osso degli impianti dentali in titanio. All’estremità dell’impianto dentale viene poi posizionata una vite di guarigione con la funzione di chiudere la parte cava dell’impianto. Nella fase successiva bisognerà aspettare per un periodo che va dai 3 ai 4 mesi e che servirà all’impianto dentale ad osteointegrarsi all’interno dell’osso. Dopo questo periodo di osteointegrazione si procederà infine alla rimozione della vite di guarigione per sostituirla con la protesi definitiva. Se dopo una vite di guarigione dolore e fastidio fossero insopportabili basterà assumere un normale analgesico sotto la supervisione del dentista.
A cosa serve la vite di guarigione
Al termine del periodo di ristabilimento e osteointegrazione, il dentista procederà ad avvitare la cosiddetta vite di guarigione sull’impianto. Le vite di guarigioni servono in sostanza a promuovere la guarigione e condizionamento dei tessuti molli gengivali permettendo così l’inserimento di un moncone protesico definitivo. Chi pensa che la vite di guarigione fa male può stare tranquillo anche perché verrà rimossa dopo circa 7 giorni. Dopo questo periodo si prende l’impronta per la realizzazione del lavoro protesico e verrà poi pianificato nel dettaglio l’aspetto del dente definitivo. E’ bene inoltre ribadire che la sostituzione dentale definitiva potrà essere avvitata o cementata con la sovrastruttura dell’impianto. Se ci si chiede se può dare dolore una vite di guarigione la risposta è generalmente negativa in quanto la stragrande maggioranza dei pazienti si abitua molto velocemente. In caso di dolore dopo vite di guarigione il consiglio è quello di andare subito dal dentista per una visita di controllo così da monitorare che tutto stia procedendo nel modo giusto. La rottura di un impianto dentale comunque è qualcosa di molto raro anche se in alcune situazioni potrebbe verificarsi.
Di solito si consigliano gli impianti rispetto ai ponti dentali in quanto l’impianto rappresenta una radice artificiale integrata nell’osso e che diventa quindi parte integrante del nostro corpo. La masticazione con l’impianto è quindi decisamente più stabile rispetto a un ponte dentale. Non solo, con l’inserimento dell’impianto dentale non sarà nemmeno necessario limare i denti naturali. In caso di posizionamento della vite di guarigione dolore e fastidio dovrebbero essere moderati e cessare da soli nel giro di poco tempo. Per saperne di più su quali sono i motivi che possono portare al fallimento di un impianto dentale basterà continuare la lettura.
Quali sono le cause del fallimento di un impianto dentale
Abbiamo detto che purtroppo la perdita di un impianto è una eventualità di cui bisogna tener conto. Tra le possibili cause del fallimento di un impianto possiamo nominare il surriscaldamento dell’osso, la contaminazione della superficie dell’impianto con la saliva, una errata valutazione della tipologia di osso e del tipo di carico e il mancato rispetto delle condizioni di sterilità del campo operatorio. Quando invece si dovesse verificare una infezione batterica intorno all’impianto le cause potrebbero essere l’errata preparazione del cavo orale del paziente, l’errata profilassi antisettica e antibiotica pre e post-chirurgica e una errata igiene orale da parte del paziente. Soprattutto in caso di impianti a carico immediato i micromovimenti dell’impianto dopo l’inserimento potrebbero causarne la perdita. Ciò accade soprattutto quando la protesi mobile va a urta contro la vita di guarigione. Insomma, parlando di vite di guarigione dolore e fastidio dovrebbero essere sotto controllo e qualora così non fosse bisognerà subito parlarne con il dentista.
Vite di guarigione dolore
La vite di guarigione è anche detta pilastro di guarigione ed è in sostanza una "cappetta" che viene avvitata all’impianto per guidare la guarigione e determinare così l’adattamento dei tessuti gengivali limitrofi. Di solito la vite di guarigione viene posizionata dal dentista al termine di un intervento di implantologia e dovrà poi essere sostituita appena possibile dal dente definitivo. Dunque in caso di vite di guarigione dolore e fastidio rappresentano comunque qualcosa che è destinato ad andar via in un modo o nell’altro nel giro di poco tempo. La vite di guarigione viene utilizzata soprattutto per quelli che possiamo chiamare impianti a carico differito. In questo caso la terapia si svolge in due fasi distinte di cui la prima consiste nell’inserimento nell’osso degli impianti dentali in titanio. All’estremità dell’impianto dentale viene poi posizionata una vite di guarigione con la funzione di chiudere la parte cava dell’impianto. Nella fase successiva bisognerà aspettare per un periodo che va dai 3 ai 4 mesi e che servirà all’impianto dentale ad osteointegrarsi all’interno dell’osso. Dopo questo periodo di osteointegrazione si procederà infine alla rimozione della vite di guarigione per sostituirla con la protesi definitiva. Se dopo una vite di guarigione dolore e fastidio fossero insopportabili basterà assumere un normale analgesico sotto la supervisione del dentista.
