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Anchilosi dentale

Purtroppo una delle patologie che possono colpire il cavo orale è l’anchilosi dentale. Stiamo parlando per fortuna di una malattia rara che consiste nella fusione dei denti con l’osso. Questa fusione di dente e osso impedisce l’eruzione dei denti e il movimento ortodontico, si tratta quindi di una patologia che andrà trattata in modo rapido e tempestivo il prima possibile. La diagnosi dell’anchilosi dentale negli adulti, soprattutto se si parla di un processo patologico manifestatosi al termine dell’eruzione, di solito non richiede dei trattamenti molto complessi. Il dente colpito da anchilosi dentale potrebbe anche essere oggetto di un restauro protesico fisso di tipo convenzionale. Sarà chiaramente lo specialista a decidere in base alle condizioni della radice, che potrebbe essere sottoposta a una fase di riassorbimento non riuscendo a rendere praticabile il restauro. In questo caso specifico per l’anchilosi ai denti si potrebbe valutare l’estrazione del dente interessato.

Il trattamento dell’anchilosi dentale

Parlando di anchilosi significato, sintomi e trattamenti sono tutti aspetti che andranno considerati con la massima attenzione. Qualora l’anchilosi denti dovesse presentarsi a una età molto precoce, le conseguenze negative potrebbero essere maggiormente impattanti. Inoltre in qualsiasi caso la prognosi e i trattamenti vengono influenzati anche dal modello di riassorbimento radicolare. Nei casi medio-gravi di anchilosi dentale si procede di solito con la sublussazione-lussazione dell’elemento dentale che viene successivamente mobilizzato e poi portato nella sede desiderata per via ortodontica. Il successo dei trattamenti specifici per l’anchilosi dentale dipenderà chiaramente dal grado della patologia e sarà più facile nei casi di anchilosi parziale e localizzata. Possono esserci anche dei casi più gravi di anchilosi dentale che invece richiedono per forza di cose un isolamento chirurgico dell’intero segmento osseo coinvolto a cui seguirà un recupero ortodontico.

In sostanza il trattamento per anchilosi ai denti consiste quindi nella rimozione del dente coinvolto per garantire la corretta emersione dei denti permanenti. Si potrebbe anche optare per un intervento chirurgico così da esporre, proteggere o eventualmente riposizionare il dente emergente. L’anchilosi ai denti si manifesta quasi sempre con il dente interessato che appare quasi sommerso in quanto le radici non crescono di pari passo con gli altri denti. Questo comporta che il dente permanente resti bloccato fuori posizione. La diagnosi di anchilosi dentale avviene solitamente grazie all’osservazione. I denti poco erotti in crescita possono essere un sintomo di anchilosi ma lo specialista potrebbe usare anche i raggi X per monitorare lo sviluppo dei denti permanenti che possono essere bloccati dalle radici del dente deciduo. E’ anche importante chiare che l’anchilosi dentale può svilupparsi in bambini e adulti se una causa patogena va a colpire la parte superiore del dente lasciando intatte le radici.

Diagnosi e cause dell’anchilosi dentale

Abbiamo già visto come parlando di anchilosi significato, diagnosi e possibile cure siano tutti aspetti da tenere in debita considerazione. Questa patologia è per fortuna poco frequente ma può interessare tanto i denti decidui, quanto la dentatura permanente. Abbiamo già visto come se più denti tardano a erompere la causa potrebbe essere la fusione tra radice del dente e osso mascellare oppure l’assenza del legamento parodontale. Le cause dell’anchilosi dentale possono essere genetiche, fattori ereditari o la conseguenza di altri tipi di patologie che determinano l’atrofia del legamento parodontale.

Ma la cosiddetta atrofia delle cellule del parodonto a cosa può essere dovuta? Anzitutto da disfunzioni nel metabolismo e poi alterazioni dello sviluppo osseo o dei tessuti del dente, gravi infezioni o traumi ai denti. L’ anchilosi denti produce alcuni sintomi che sono il mal di testa, una disfunzione o comunque un dolore nella masticazione e dolore alle ossa temporomandibolari. Ci si può comunque anche sottoporre a una autodiagnosi, questo vuol dire che anche il paziente potrà, da solo, notare la presenza del dente inglobato nell’osso mascellare. L’autodiagnosi comunque non può in nessun modo sostituire la visita periodica dal dentista, proprio per questo se si sospetta di soffrire di anchilosi dentale bisognerebbe il prima possibile contattare il proprio dentista.

La cura dell’anchilosi dentale

L’anchilosi dentale può essere curata con trattamenti odontoiatrici specifici che variano a seconda dei casi e dell’età del paziente. In caso di anchilosi dentale parziale su dente deciduo ad esempio, lo specialista potrà scegliere una sublussazione-lussazione del dente e poi facilitare la sua eruzione con un apparecchio ortodontico. Qualora l’anchilosi dentale fosse totale invece si potrebbe arrivare anche all’estrazione del dente compreso all’interno dell’osso. Dal momento che si tratta di un dente deciduo non ci sarà altra scelta che procedere all’estrazione e poi permettere la formazione e l’eruzione del corrispettivo dente permanente. Spesso lo specialista sceglie di applicare un trattamento ortodontico sul dente permanente in uscita così da garantire che si collochi perfettamente all’interno dell’arcata. Se invece parliamo di anchilosi denti su dente permanente, la soluzione più usata è quella dell’intervento chirurgico con il quale il dentista riposiziona il dente in arcata. Ovviamente, qualora salvare il dente naturale fosse impossibile, si procederà in completa sicurezza con l’estrazione del dente per poi sostituirlo mediante l’implantologia una volta completato lo sviluppo delle ossa della mascella.

Insomma, se si parla di anchilosi denti la cosa migliore è fissare subito una visita da uno specialista che saprà consigliare il paziente e fare la giusta diagnosi così da scegliere il trattamento ideale.
Anchilosi dentale