Nevo bianco spongioso
Quando si sente parlare di nevo spongioso bianco si fa riferimento a un disturbo che fortunatamente è piuttosto raro. Si tratta di un disturbo ereditario autosomico dominante che si evidenza all’esame obiettivo sotto forma di alcune placche di color biancastro che si presentano simmetriche, diffuse, corrugate o vellutate. Il nevo bianco spongioso compare sulla mucosa orale e può essere sia bilaterale che asintomatico. Si consideri poi che le modificazioni tessutali possono essere presenti dalla nascita oppure possono palesarsi durante l’infanzia o l’adolescenza. Dobbiamo anche dire che il nevo bianco spognoso bocca è sicuramente più diffuso tra le donne rispetto agli uomini.
Il nevo spongioso bianco comunque è una condizione benigna in quanto, a oggi, non sono ancora conosciuti dei casi di evoluzione maligna. Di conseguenza il nevo bianco spongioso cura non prevede dei trattamenti fissi. Sarà essenziale dunque fare una diagnosi differenziale per andare a escludere altre lesioni di colore bianco che possono essere potenzialmente gravi. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire quali sono le cause di nevo bianco spongioso e anche se esistono dei rimedi efficaci.
Nevo bianco spongioso: le cause
Ma quali sono le possibili cause scatenanti il nevo bianco spongioso? Come abbiamo già detto si tratta di una malattia ereditaria della mucosa orale che è caratterizzata dal fatto che la mucosa orale assuma un aspetto tipicamente biancastro con una consistenza spugnosa. Il nevo bianco spongioso potrebbe anche interessare palato, lingua, labbra, congiuntiva e mucose genitali. Ricordiamo comunque ancora una volta che con il nevo bianco spongioso le placche sono assolutamente benigne e asintomatiche. Il nevo bianco spongioso dipende da mutazioni dei geni codificanti per la cheratina 4 o 13.
Questo disturbo si trasmette con modalità autosomica dominante, questo significa che sarà sufficiente ereditare una copia alterata di uno dei geni coinvolti da uno dei genitori per manifestarlo in modo adeguato. Per quanto riguarda la diagnosi del nevo bianco spongioso dobbiamo dire che viene formulata sulla base della storia clinica e familiare. In caso di incertezza, ad esempio, si consiglia di effettuare l’analisi istologica di un prelievo bioptico di una placca.
Nevo bianco spongioso e leucoplachia: la diagnosi differenziale
La leucoplachia è una lesione causata dall'accumulo di cheratina sull’epitelio che va a formare della placca bianca. Una delle forme più comuni è quella della leucoplachia orale che colpisce la lingua, le mucose interne di labbra e guance e potrebbe interessare la laringe. Uno dei tipici sintomi della leucoplachia è la formazione di placche biancastre che potrebbero dare prurito e dolore. Non solo potrebbe anche correlarsi una alterazione nella percezione di gusto e cibo e una certa difficoltà per quanto riguarda masticazione e deglutizione. Si consideri poi che, a seconda del tipo di leucoplachia, le placche potrebbero assumere forme diverse a seconda dei casi.
Ad esempio i dentisti potrebbero individuare una leucoplachia piana in cui l’accumulo di cheratina favorisce la formazione di una placca omogenea e liscia con increspature di colore rosso. Con la leuocoplachia verrucosa invece la placca si mostra in modo più increspato assumendo le somiglianze di una verruca. Infine c’è la leucoplachia fissurata che è caratterizzata da delle lesioni nodulari alterate a zone rosse ulcerate. A differenza del nevo bianco spongioso, che è ereditario, la leucoplachia potrebbe essere causata da cattive abitudini come il fumo di tabacco o l’abuso di alcol. Si tratta di una patologia che non deve essere sottovalutata per alcun motivo in quanto, nelle forme gravi, potrebbe degenerare anche in un tumore.
Sarà quindi essenziale diagnosticare la leucoplachia con celerità andando dal dentista anche per chiarire se non si tratti invece di nevo bianco spongioso. In forme gravi chiaramente l’unica soluzione sarà procedere con un intervento chirurgico così da asportare la lesione. Altra patologia orale è il lichen planus, una patologia cheratosica senza caratteristiche istologiche specifiche. Si consideri poi che gli elementi clinici e istologici sono assolutamente essenziali per porre diagnosi differenziale tra leucoplachia e altre patologie come il lichen planus, il lupus, la candidosi o delle lesioni frizionali.
Sarebbe importante limitarsi a una diagnosi clinica su una macchia singola bianca della quale non siamo riusciti ad accertare la causa scatenante. Non solo, qualora la lesione presenti vari aspetti clinici si dovrebbe anche procedere al prelievo di diversi frammenti. Per la leucoplachia abbiamo diversi trattamenti validi anche se, a differenza del nevo bianco spongioso, in questo caso i trattamenti non possono dare la garanzia che non vi sarà un rischio di trasformazione maligna. Il primo trattamento comunque prevede l’eliminazione di possibili fattori eziologici o aggravanti. Abbiamo poi l’escissione chirurgica con bisturi a lama fredda o laser che è da ritenersi essenziale in presenza di displasia.
Sarà molto importante valutare le lesioni bianche che colpiscono la mucosa orale, un problema molto impegnativo per l’odontoiatria in quanto molti quadri pseudopatologici possono manifestarsi come una macchia o placca bianca. La diagnosi differenziale sarà quindi essenziale assieme all’individuazione di fattori causali.
Il nevo spongioso bianco comunque è una condizione benigna in quanto, a oggi, non sono ancora conosciuti dei casi di evoluzione maligna. Di conseguenza il nevo bianco spongioso cura non prevede dei trattamenti fissi. Sarà essenziale dunque fare una diagnosi differenziale per andare a escludere altre lesioni di colore bianco che possono essere potenzialmente gravi. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire quali sono le cause di nevo bianco spongioso e anche se esistono dei rimedi efficaci.
Nevo bianco spongioso: le cause
Ma quali sono le possibili cause scatenanti il nevo bianco spongioso? Come abbiamo già detto si tratta di una malattia ereditaria della mucosa orale che è caratterizzata dal fatto che la mucosa orale assuma un aspetto tipicamente biancastro con una consistenza spugnosa. Il nevo bianco spongioso potrebbe anche interessare palato, lingua, labbra, congiuntiva e mucose genitali. Ricordiamo comunque ancora una volta che con il nevo bianco spongioso le placche sono assolutamente benigne e asintomatiche. Il nevo bianco spongioso dipende da mutazioni dei geni codificanti per la cheratina 4 o 13.
Questo disturbo si trasmette con modalità autosomica dominante, questo significa che sarà sufficiente ereditare una copia alterata di uno dei geni coinvolti da uno dei genitori per manifestarlo in modo adeguato. Per quanto riguarda la diagnosi del nevo bianco spongioso dobbiamo dire che viene formulata sulla base della storia clinica e familiare. In caso di incertezza, ad esempio, si consiglia di effettuare l’analisi istologica di un prelievo bioptico di una placca.
Nevo bianco spongioso e leucoplachia: la diagnosi differenziale
La leucoplachia è una lesione causata dall'accumulo di cheratina sull’epitelio che va a formare della placca bianca. Una delle forme più comuni è quella della leucoplachia orale che colpisce la lingua, le mucose interne di labbra e guance e potrebbe interessare la laringe. Uno dei tipici sintomi della leucoplachia è la formazione di placche biancastre che potrebbero dare prurito e dolore. Non solo potrebbe anche correlarsi una alterazione nella percezione di gusto e cibo e una certa difficoltà per quanto riguarda masticazione e deglutizione. Si consideri poi che, a seconda del tipo di leucoplachia, le placche potrebbero assumere forme diverse a seconda dei casi.
Ad esempio i dentisti potrebbero individuare una leucoplachia piana in cui l’accumulo di cheratina favorisce la formazione di una placca omogenea e liscia con increspature di colore rosso. Con la leuocoplachia verrucosa invece la placca si mostra in modo più increspato assumendo le somiglianze di una verruca. Infine c’è la leucoplachia fissurata che è caratterizzata da delle lesioni nodulari alterate a zone rosse ulcerate. A differenza del nevo bianco spongioso, che è ereditario, la leucoplachia potrebbe essere causata da cattive abitudini come il fumo di tabacco o l’abuso di alcol. Si tratta di una patologia che non deve essere sottovalutata per alcun motivo in quanto, nelle forme gravi, potrebbe degenerare anche in un tumore.
Sarà quindi essenziale diagnosticare la leucoplachia con celerità andando dal dentista anche per chiarire se non si tratti invece di nevo bianco spongioso. In forme gravi chiaramente l’unica soluzione sarà procedere con un intervento chirurgico così da asportare la lesione. Altra patologia orale è il lichen planus, una patologia cheratosica senza caratteristiche istologiche specifiche. Si consideri poi che gli elementi clinici e istologici sono assolutamente essenziali per porre diagnosi differenziale tra leucoplachia e altre patologie come il lichen planus, il lupus, la candidosi o delle lesioni frizionali.
Sarebbe importante limitarsi a una diagnosi clinica su una macchia singola bianca della quale non siamo riusciti ad accertare la causa scatenante. Non solo, qualora la lesione presenti vari aspetti clinici si dovrebbe anche procedere al prelievo di diversi frammenti. Per la leucoplachia abbiamo diversi trattamenti validi anche se, a differenza del nevo bianco spongioso, in questo caso i trattamenti non possono dare la garanzia che non vi sarà un rischio di trasformazione maligna. Il primo trattamento comunque prevede l’eliminazione di possibili fattori eziologici o aggravanti. Abbiamo poi l’escissione chirurgica con bisturi a lama fredda o laser che è da ritenersi essenziale in presenza di displasia.
Sarà molto importante valutare le lesioni bianche che colpiscono la mucosa orale, un problema molto impegnativo per l’odontoiatria in quanto molti quadri pseudopatologici possono manifestarsi come una macchia o placca bianca. La diagnosi differenziale sarà quindi essenziale assieme all’individuazione di fattori causali.
