Melanoma gengivale
Il melanoma gengivale è una neoplasia che può portare metastasi nei linfonodi, al polmone e al fegato anche dopo l’asportazione chirurgica. Si tratta di una patologia rarissima ma molto aggressiva e per fortuna gli specialisti possono provare a curare il melanoma gengiva con efficacia se viene diagnosticato per tempo. La gengiva è il tessuto di rivestimento dei denti e del processo alveolare ed è la parte di osso mandibolare su cui sono situati i denti. La gengiva è composta da una parte spessa e resistente, cheratinizzata e di colore rosaceo che circonda il colletto dei denti. La gengiva viene anche detta gengiva aderente ed è assolutamente essenziale per la buona salute di tutto l’apparato di sostegno dei denti, ovvero quello che viene comunemente chiamato parodonto. La gengiva aderente è collegata con la cosiddetta gengiva o mucosa alveolare, di colore rosso, che continua nella mucosa dei fornici superiore e inferiore. Nei prossimi paragrafi cercheremo anche di spiegare chi cura il melanoma gengivale e quali sono i trattamenti e gli interventi più efficaci a seconda dei casi.
Melanoma gengivale: cosa sapere
Il melanoma è un tumore molto aggressivo originatosi nella cute o nelle mucose. Si sviluppa a partire dai melanociti, ovvero le cellule che producono la melanina, il pigmento responsabile del conferimento della sua colorazione alla nostra cute. Il melanoma gengivale, come abbiamo detto, è rarissimo, ma ci sono purtroppo altre forme di tumore che possono colpire le nostre gengive. I tumori che originano dalle gengive sono detti carcinomi spinocellulari e rientrano tra la categoria dei tumori del cavo orale. Nella sua fase iniziale il melanoma gengivale potrebbe manifestarsi come una piccola ulcera o piaga con occasionale sanguinamento e che non guarisce con terapie locali o generali. Tra i fattori che possono favorire i tumori gengivali abbiamo sicuramente il vizio del fumo, l’abuso di alcol, la cattiva igiene orale, lo scarso consumo di frutta e verdura nell’alimentazione. E’ abbastanza frequente che il tumore o melanoma gengivale colpisca in prevalenza i portatori di protesi totali e i soggetti edentuli. In questi casi infatti si causano dei decubiti sulla cresta alveolare che finiscono poi per degenerare in tumori.
Melanoma gengivale: come si cura
La terapia di questi tumori è quasi sempre di tipo chirurgico. Per via della vicinanza con l’osso comunque è spesso necessario procedere anche con un’asportazione generosa dell’osso oppure con una ricostruzione mediante lembi ossei microvascolarizzati. In altri casi ancora il medico potrebbe optare per una terapia chemio/radioterapica per poi inserire, una volta terminata la terapia, degli impianti dentari nell’osso trapiantato e eseguire riabilitazioni protesiche, fisse e mobili. Nel prossimo paragrafo ci soffermeremo invece sulla diagnosi di melanoma gengivale.
Melanoma gengivale: la diagnosi
Ma in che modo avviene tipicamente la diagnosi del tumore alle gengive e del melanoma gengivale? Di solito si procede con una biopsia. Durante la biopsia infatti si preleva una piccola quantità di tessuto dall’area che potrebbe essere cancerosa. Il tessuto verrà inviato a un patologo che dovrà esaminare il tessuto al microscopio e cercare le cellule tumorali. I risultati della biopsia dovrebbero arrivare in genere dopo un minimo di 5 giorni. Senza biopsia si potrà farne una durante la prima visita medica. Altro modo per diagnosticare un melanoma gengivale consiste nell’eseguire delle radiografie. Il medico potrebbe sottoporre il paziente a una tomografia computerizzata, una risonanza magnetica o una radiografia. La radiografia servirà a mostrare l’intera mascella inferiore e superiore fornendo al medico dei dettagli sulla lesione e permettendogli così di capire lo stadio di diffusione del problema. Qualora gli esami dovessero mostrare i segni di un tumore benigno allo stadio iniziale, lo specialista potrà procedere con un intervento chirurgico. Solitamente la chirurgia è l’ideale per il trattamento di lesioni precancerose e il medico potrà decidere di rimuovere eventuali lesioni precancerose evitando così da che la malattia progredisca in modo pericoloso. Trattare il melanoma gengiva nelle fasi iniziali è determinante poiché consente di curare la malattia, preservare aspetto e funzione della bocca e prevenire la diffusione del tumore stesso.
Tipo ed entità dell’intervento chirurgico dipendono chiaramente anche dalla specifica posizione della lesione. Sarà unicamente lo specialista a scegliere le giuste modalità di intervento. Di solito la questi interventi sono molto efficaci e il taglio che viene realizzato per la rimozione del tumore viene poi chiuso con innesto cutaneo o pelle sintetica. Se si usa un innesto cutaneo lo si potrà coprire con una garza cucita assieme così da mantenerlo in posizione. La garza poi si stacca in genere dopo circa 5-7 giorni mentre la pelle sintetica non crea problemi di sorta in quanto si stacca dopo poche settimane. Quando invece abbiamo a che fare con un tumore gengivale o un melanoma gengivale alla gengiva inferiore, questo dovrà essere rimosso anche con una parte della mascella con un intervento che è anche noto come mandibolectomia marginale. Infine il dentista procederà a ricoprire il taglio con un innesto di pelle sintetica e l’innesto cutaneo verrà coperto con una garza così da conservare la giusta posizione.
Melanoma gengivale: cosa sapere
Il melanoma è un tumore molto aggressivo originatosi nella cute o nelle mucose. Si sviluppa a partire dai melanociti, ovvero le cellule che producono la melanina, il pigmento responsabile del conferimento della sua colorazione alla nostra cute. Il melanoma gengivale, come abbiamo detto, è rarissimo, ma ci sono purtroppo altre forme di tumore che possono colpire le nostre gengive. I tumori che originano dalle gengive sono detti carcinomi spinocellulari e rientrano tra la categoria dei tumori del cavo orale. Nella sua fase iniziale il melanoma gengivale potrebbe manifestarsi come una piccola ulcera o piaga con occasionale sanguinamento e che non guarisce con terapie locali o generali. Tra i fattori che possono favorire i tumori gengivali abbiamo sicuramente il vizio del fumo, l’abuso di alcol, la cattiva igiene orale, lo scarso consumo di frutta e verdura nell’alimentazione. E’ abbastanza frequente che il tumore o melanoma gengivale colpisca in prevalenza i portatori di protesi totali e i soggetti edentuli. In questi casi infatti si causano dei decubiti sulla cresta alveolare che finiscono poi per degenerare in tumori.
Melanoma gengivale: come si cura
La terapia di questi tumori è quasi sempre di tipo chirurgico. Per via della vicinanza con l’osso comunque è spesso necessario procedere anche con un’asportazione generosa dell’osso oppure con una ricostruzione mediante lembi ossei microvascolarizzati. In altri casi ancora il medico potrebbe optare per una terapia chemio/radioterapica per poi inserire, una volta terminata la terapia, degli impianti dentari nell’osso trapiantato e eseguire riabilitazioni protesiche, fisse e mobili. Nel prossimo paragrafo ci soffermeremo invece sulla diagnosi di melanoma gengivale.
Melanoma gengivale: la diagnosi
Ma in che modo avviene tipicamente la diagnosi del tumore alle gengive e del melanoma gengivale? Di solito si procede con una biopsia. Durante la biopsia infatti si preleva una piccola quantità di tessuto dall’area che potrebbe essere cancerosa. Il tessuto verrà inviato a un patologo che dovrà esaminare il tessuto al microscopio e cercare le cellule tumorali. I risultati della biopsia dovrebbero arrivare in genere dopo un minimo di 5 giorni. Senza biopsia si potrà farne una durante la prima visita medica. Altro modo per diagnosticare un melanoma gengivale consiste nell’eseguire delle radiografie. Il medico potrebbe sottoporre il paziente a una tomografia computerizzata, una risonanza magnetica o una radiografia. La radiografia servirà a mostrare l’intera mascella inferiore e superiore fornendo al medico dei dettagli sulla lesione e permettendogli così di capire lo stadio di diffusione del problema. Qualora gli esami dovessero mostrare i segni di un tumore benigno allo stadio iniziale, lo specialista potrà procedere con un intervento chirurgico. Solitamente la chirurgia è l’ideale per il trattamento di lesioni precancerose e il medico potrà decidere di rimuovere eventuali lesioni precancerose evitando così da che la malattia progredisca in modo pericoloso. Trattare il melanoma gengiva nelle fasi iniziali è determinante poiché consente di curare la malattia, preservare aspetto e funzione della bocca e prevenire la diffusione del tumore stesso.
Tipo ed entità dell’intervento chirurgico dipendono chiaramente anche dalla specifica posizione della lesione. Sarà unicamente lo specialista a scegliere le giuste modalità di intervento. Di solito la questi interventi sono molto efficaci e il taglio che viene realizzato per la rimozione del tumore viene poi chiuso con innesto cutaneo o pelle sintetica. Se si usa un innesto cutaneo lo si potrà coprire con una garza cucita assieme così da mantenerlo in posizione. La garza poi si stacca in genere dopo circa 5-7 giorni mentre la pelle sintetica non crea problemi di sorta in quanto si stacca dopo poche settimane. Quando invece abbiamo a che fare con un tumore gengivale o un melanoma gengivale alla gengiva inferiore, questo dovrà essere rimosso anche con una parte della mascella con un intervento che è anche noto come mandibolectomia marginale. Infine il dentista procederà a ricoprire il taglio con un innesto di pelle sintetica e l’innesto cutaneo verrà coperto con una garza così da conservare la giusta posizione.
