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Ramo mandibolare

Se parliamo di anatomia della mandibola e sentiamo nominare il ramo mandibolare occorre fare chiarezza per capire di che cosa stiamo parlando. La mandibola è costituta da un corpo e due branche (o ramo mandibolare). Questi rami presentano due facce, una mediale e una laterale, e ben quattro margini: quello superiore, quello inferiore, quello anteriore e quello posteriore.

Da ogni ramo mandibolare possiamo notare due processi che sono quello coronoideo e condiloideo. Il ramo mandibola ha una faccia laterale piatta contraddistinta da creste oblique nella sua posizione inferiore. Invece il margine inferiore del ramo mandibolare è tipicamente spesso e continua con il margine inferiore del corpo osseo. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire qualcosa in più sull’anatomia del ramo mandibola e anche sui possibili disturbi collegati come l’ipoplasia condilare.

Ramo mandibolare: anatomia

Quando il ramo mandibolare si incontra con il margine posteriore va a formare quello che viene comunemente chiamato angolo mandibolare e che è contrassegnato da due lati di creste oblique per l’attacco del massetere.

Il margine superiore del ramo mandibolare è molto sottile ed è sormontato dal processo coronoideo anteriormente e da quello condiloideo posteriormente. Questi due margini sono separati da una profonda incisura e il processo condiloideo è molto più spesso di quello coronoideo.

Infine dobbiamo anche dire che il condilo presenta tipicamente una superficie articolare che si articola con il disco articolare dell’articolazione temporomandibolare.

Anatomia dell’articolazione temporo-mandibolare

Parlando di ramo mandibolare è inevitabile parlare anche di articolazione temporo-mandibolare. Quello che abbiamo definito come processo condiloideo della mandibola e la fossa della mandibola dell’osso temporale rappresentano due superfici articolari ossee che entrano a far parte dell’articolazione. Questo processo ha una forma ovoidale che in basso si restringe formando il collo del condilo che si fonda col ramo mandibolare.

Il margine superiore scende poi formando l’incisura mandibolare. Come si può notare inoltre la fossa mandibolare dell’osso temporale è localizzata in posizione laterale rispetto allo sfenoide. Abbiamo poi la cartilagine che ricopre le due superfici articolari. Questa fibrocartilagine è formata da 4 strati sovrapposti di cui il primo è il più superficiale e costituito da fibre collagene molto addensate. C’è poi un secondo strato che corrisponde a una sezione più sottile formata da condroblasti e un terzo strato di fibre collagene di tipo II. Infine c’è un quarto strato che è aderente all’osso subcondrale.

A completamento della descrizione anatomica dell’articolazione temporo-mandibolare dobbiamo nominare anche capsula e legamenti. Questa articolazione presenta due capsule articolari che si inseriscono sul disco articolare stabilizzando il condilo. Per quanto riguarda la composizione della superficie interna della capsula questa è rivestita da una membrana sinoviale.

Rami mandibolari: cosa sapere

In caso di dolore ramo mandibolare la causa potrebbe essere di vario tipo e lo specialista dovrà fare degli esami specialistici per capire come intervenire. Il ramo mandibolare è un quadrilatero appiattito trasversalmente che può essere rivolto dall’avanti al dietro e dal basso in alto. Il ramo mandibolare ha due facce e tre margini tra cui la faccia esterna è quella che presenta due tuberosità masseteriche per l’inserzione dei fasci profondo e superficiale del massetere.

Abbiamo poi la cosiddetta faccia interna del ramo mandibolare che presenta il forame mandibolare al centro per il passaggio dei nervi e dei vasi alveolari inferiori. Va nominata anche la spina di Spiyx per l’inserzione del legamento sfeno-mandibolare. La cresta pterigoidea è quella dove si attacca l’aponeurosi interpterigoidea.

Il ramo mandibolare è composto poi anche dal bordo anteriore, una doccia dall’alto in basso che continua con due linee oblique nel corpo della mandibola. Infine il bordo superiore è quello che forma il punto craniometrico Gonion mentre quello superiore presenta l’apofisi coronoide nell’angolo antero-superiore che fa da inserzione al muscolo temporale.

Ipoplasia condilare mandibolare

Uno dei problemi collegati a un ramo mandibolare corto è l’ipoplasia condilare, una condizione che solitamente viene causata da traumi o infezioni che si sono verificate nel periodo della crescita. Le deformità del ramo mandibolare comporta una deviazione del mento verso il lato colpito e una mandibola allungata con tanto di appiattimento del volto sul lato non interessato. Inoltre la deviazione mandibolare provoca malocclusione e la diagnosi di questo problema si basa sull’anamnesi di asimmetria facciale progressiva nel periodo della crescita.

Il trattamento per l’ipoplasia condilare mandibolare prevede l’accorciamento chirurgico del lato sano della mandibola e l’allungamento di quello colpito. Solitamente la terapia ortodontica prechirurgica è necessaria per raggiungere ottimi risultati. In caso di dolore ramo mandibolare non resta che andare quanto prima dal dentista per pianificare una visita specialistica.

Il decorso post-operatorio dopo l’intervento avviene solitamente senza grosse complicanze. In alcuni casi sono possibili gonfiori ed ecchimosi con difficoltà nel deglutire e nel parlare. Nei primi due mesi il paziente è comunque chiamato a evitare cibi duri, croccanti o appiccicosi così da non rischiare di sollecitare in modo eccessivo l’osso mandibolare rischiando così di causare spostamenti delle ossa che non sono del tutto saldate.
Ramo mandibolare