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Anestesia tronculare

L’anestesia tronculare è una delle tipologie di anestesia più utilizzate anche in ambito odontoiatrico. Si deve tener conto che, nel caso del nervo dentale inferiore, questo passa tra il muscolo pterigoideo mediale e l'aspetto interno del ramo ascendente della mandibola. Pertanto, per raggiungere il nervo dalla cavità orale, è necessario attraversare il tessuto cellulare sciolto, la mucosa orale e il muscolo buccinatore. Con la tecnica dell'anestesia tronculare è possibile desensibilizzare il nervo dentale o alveolare inferiore che colpisce la gengiva, il mento, la metà della lingua, i denti delle emiarcate e l’osso mandibolare.

Dunque l'anestesia tronculare è una tecnica di anestesia locoregionale con somministrazione di un farmaco anestetico vicino a un tronco nervoso. Si avrà come effetto risultate l’interruzione della trasmissione dell’impulso lungo il nervo stesso con una conseguente perdita della sensibilità e della motilità nei territori innervati. L’anestesia tronculare si differenzia da quella plessica che invece si applica in vicinanza delle terminazioni nervose. Dunque in questo articolo scopriremo più nel dettaglio l'anestesia tronculare, le sue indicazioni e cosa comporta.

Anestesia tronculare e intraligamentare

La tecnica intraligamentare di anestesia locale non è sicuramente una prima scelta per quanto riguarda le regioni posteriori della mandibola in quanto potrebbe essere dolorosa per il paziente. Anche per questo si preferisce l’anestesia tronculare dentista di tutta l’emiarcata coinvolta, questo anche qualora la manovra interessi un unico elemento dentale. La tecnica intraligamentare nasce comunque come una valida alternativa all’anestesia tronculare in odontoiatria. Per quanto riguarda la sintomatologia correlata all’anestesia tronculare e intraligamentare possiamo dire senza timore di essere smentiti che la seconda risulta essere meno dolorosa rispetto alla tecnica classica di anestesia tronculare. Dire che l’anestesia tronculare fa male è sicuramente eccessivo ma in molti, come abbiamo visto, preferiscono quella intraligamentosa. Nel caso dell’anestesia tronculare bisogna anche considerare che questa richiede circa tre minuti in media per ottenere un effetto anestetico di un certo tipo. L' anestesia infiltrativa è la tecnica di anestesia periapicale sopraperiostale utilizzata più spesso nello studio dentistico. Questo tipo di tecnica consiste nell'iniettare l'anestetico attorno alle terminazioni nervose o quelle fibre nervose che non sono identificabili macroscopicamente. L'anestetico si deposita tra la mucosa e il periostio a livello dell'apice dentale. È la tecnica più utilizzata in odontoiatria ed è spesso chiamata infiltrativa. Pertanto, l'anestetico locale deve passare attraverso il periostio, la corteccia esterna e la parte del midollo osseo della mascella, fino a raggiungere il livello delle fibre nervose che penetrano attraverso il forame apicale. L'anestesia in blocco può essere eseguita con due tecniche: tecnica artistica diretta o indiretta.

La tecnica diretta dell'anestesia tronculare viene eseguita in una sola fase e l'anestesia si ottiene prima dal nervo alveolare inferiore e poi dal nervo linguale. Il paziente deve essere seduto, con la testa leggermente inclinata e con la massima apertura della bocca. La guancia viene tracciata fino a raggiungere il livello della linea obliqua esterna della mandibola, in modo da avere una maggiore visibilità del sito dove verrà eseguita la puntura. Successivamente per localizzare l'area di puntura si prendono come riferimento le superfici occlusali dei molari inferiori, negli adulti 1 centimetro sopra di questi, nei bambini allo stesso livello di questi e nelle persone edentule a 2 centimetri dal bordo alveolare. La tecnica indiretta si basa sul seguire un percorso sempre agganciato all'interno del ramo ascendente della mandibola. Questa tecnica indiretta è quella consigliata per il dentista inesperto. Il corpo della siringa poggia sull'aspetto occlusale dei molari omolaterali facendo scorrere all'indietro la mucosa. La siringa viene quindi portata con la forza alla commessura labiale omolaterale per superare l'ostacolo posto dalla cresta temporale. L'ago è avanzato parallelamente alla superficie del trigone retromolare e, quando la cresta temporale è passata, deve essere fermato.

Anestesia intraligamentare effetti collaterali

In caso di anestesia tronculare e intraligamentare è possibile, in alcuni casi, che ci si trovi a fronteggiare una reazione di ipersensibilità alla molecola. La tossicità dell’anestetico può variare anche in base al modo di somministrazione e al sito di introduzione. Non solo, anche le condizioni di salute generale del paziente possono influire sui possibili effetti collaterali. Tra gli effetti collaterali possiamo citare tremori, difficoltà respiratorie e, in alcuni casi, anche bradicardia. Si tratta comunque di effetti collaterali piuttosto rari che coinvolgono solo una parte ristretta di pazienti. Solitamente gli effetti collaterali tendono a risolversi da soli nel giro di poco tempo dopo la somministrazione. Pur concentrandosi sulle tecniche di anestesia, non c'è stato un ampio sviluppo di esse dal 1977 (quando è stato rilasciato il Vazirani-Akinosi) ma c'è stata una rapida innovazione negli strumenti utilizzati dai dentisti per mitigare il dolore. Ci sono poi strumenti utili per moderare la sofferenza del paziente. Ad esempio la cosiddetta tomografia computerizzata Cone Beam permette di riprodurre immagini da sezioni trasversali, orizzontali e verticali, per una vera ricostruzione 3D dell'anatomia del paziente. Ciò fornisce informazioni accurate per la diagnosi e il trattamento. Mostrando l'anatomia interna, permette all'odontoiatra di migliorare la diagnosi e scoprire possibili inconvenienti durante l'esecuzione dell'intervento. In questo modo, il paziente risparmia sofferenze inutili prima dello stesso intervento di chirurgia dentale.
Anestesia tronculare